IL GIORNALE DELLA TROTTOLA
LA FIERA, LA TROTTOLA E I GIOCHI DI UNA VOLTA
La Fiera, si sa, è luogo e tempo di ricordi: girando fra le bancarelle, spesso con i figli o i nipoti tenuti per mano, ci si ricorda di quando si era bambini e si veniva alla Fiera di San Nicola accompagnati dai genitori e dai nonni.
In questo ricordo c'è un po' di nostalgia del passato (spesso più mitizzato che reale), e un po' di ritorno all'infanzia. Sì, perché la Fiera per i bambini era ed è un luogo magico, una sorta di Natale anticipato, un saluto all'estate in attesa del ritorno a scuola.
E, quasi per farsi risarcire di questo "doveroso" passaggio stagionale, ogni bambino, di tutte le età, pretende che qualche parente gli regali (come minimo) un giocattolo.
Non c'è dubbio: "comprar la Fiera", espressione tipica pesarese, per i bambini vuole dire: farsi donare un balocco, acquistato in Fiera.
Ed ogni anno, il rito si ripete, più o meno uguale: il giorno di San Nicola i bambini girano per la fiera, adocchiano il dono preferito e lo comunicano al genitore.
Questi, il secondo giorno, si trasforma in mediatore d'affari: gira fra i banchi chiedendo i prezzi, facendo confronti e contrattando.
Il 12 settembre, ultimo giorno, è la data fatidica dell'acquisto e del regalo.
Alla fine, dopo un crescendo di emozioni, attese e desideri, tutti si possono dire soddisfatti: il venditore che incassa, il genitore, sicuro di aver fatto un affare, ed il bambino che, dal giorno dopo, può vantare il proprio successo con gli amici.
Ma i giocattoli degli anni precedenti, intanto, dove sono finiti?
E quelli della nostra infanzia?
Boh! Mistero! Se c'è una divinità protettrice dei giocattoli, è a lei che bisogna porre il quesito.
Comunque, questa premessa, breve sintesi dei bellissimi Racconti di San Nicola pubblicati nel '99, ci serve per introdurre il tema della Fiera di questo e dei prossimi due anni: "i giochi di una volta".
La Fiera di San Nicola diventa così l'occasione per ricordare i cento oggetti-dono che hanno entusiasmato i bambini di ieri: un omaggio ai giocattoli poveri ma molto creativi che aiutavano la nascita di amicizie, di scambi, di compagnie.
Proprio al contrario di molti giochi di oggi, ricchi e supertecnologici, ma così solitari da diventare spesso tristi. Oggi succede ai giochi, più o meno, quello che capita per i cibi: nella grande abbuffata di alimenti industriali ed omologati, qualcuno prova a recuperare i sapori autentici e caratteristici dei produttori che non si adattano alla "modernità". E così, intorno ai giochi dimenticati, persone e gruppi si stanno dando da fare per salvare giochi, giocattoli, regole e divertimenti che possono ancora far giocare l'anima ed il corpo dei bambini di oggi. Tra questi ricordiamo la Provincia di Pesaro-Urbino ed i suoi animatori che, da sei anni, con il Progetto Ludobus portano in giro la voglia di giocare per paesi e città.
Per quest'anno, tra i giochi da ricordare, abbiamo scelto la trottola: perché proprio la trottola? Forse perché la sua forma ricorda quella della tipica cipolla di San Nicola. Per la Fiera troverete la trottola sul manifesto e sul giornale; potete farvi una cultura sulla trottola leggendo queste pagine; potrete costruirla ed imparare a lanciarla con i Maestri trottolai o con gli operatori del Ludobus; vi sfidiamo al lancio più lungo nel Grande Torneo delle Trottole; potete girare fra le bancarelle (come delle trottole) e fermarvi a comprarne se ne trovate. E se non le trovate, protestate e fondate un movimento anti-GI(TR)8. Insomma, fate quello che volete.
Noi vi diamo la prima spinta: voi girate, pardon, giocate e divertitevi.
E, dopo la Fiera, il gioco può continuare, se volete. Chiunque potrà dare il suo contributo sulla trottola scrivendo a: info@blunautilus.it
LA TROTTOLA: STORIA, GEOGRAFIA, FOLKLORE
La trottola è un gioco per bambini conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi.
La trottola risale a più di 6000 anni fa: alcune trottole perfettamente conservate, con le fruste utilizzate per metterle in moto, sono state ritrovate durante gli scavi di Ur in Mesopotania.
Esemplari della trottola sono stati rinvenuti inoltre negli scavi dell'antica Troia, a Pompei, in alcune tombe etrusche, e in Cina, in Giappone ed in Corea.
Il gioco della trottola era famosissimo nell'antica Grecia e a Roma: Platone, Aristotele, Plinio, Virgilio e Ovidio tutti subivano il fascino ed il contagio della trottola, in latino chiamata "turbo".
Catone il Censore consigliava ai genitori il gioco della trottola, perché lo riteneva molto più adatto ai bambini di quanto lo fossero i dadi.
La "trottola" era di uso corrente in Inghilterra nel XIV? secolo: ogni parrocchia possedeva la propria trottola e, nel Martedì Grasso, si svolgevano sulle strade gare di trottole. Si cantava stornelli, alcuni dei quali ancora restano vivi.
I bambini indiani del sud-ovest degli Stati Uniti chiamano le trottole "danzatrici".
Per tenere viva la loro danza le fanno girare con lacci di pelle.
In Oriente si trovano trottole di tutte le forme e di tutte le misure. In alcune regioni rurali sono fatte di conchiglie, le cui parti sporgenti e le punte sono state accuratamente levigate.
I giapponesi fabbricano diversi tipi di trottole moderne, tra le quali una, la "trottola-levatrice" che contiene tante trottoline, le quali escono dalla grande quando questa si mette a girare.
La Trottola non funziona soltanto per terra.
Alcune trottole giapponesi, come i giroscopi, si reggono su uno spago.
Con lo stesso principio, le si può far girare su un cucchiaio tenuto tra i denti, come fanno i bambini messicani.
L'Australia è ricca di riti in cui interviene la Trottola.
Le tribù della Nuova Guinea e del Borneo fanno ruotare le loro trottole dopo il tempo delle semine, per stimolare la crescita delle piantine nuove.
In alcune zone tribali si fanno cozzare le trottole l'una contro l'altra in "battaglie di trottole giganti".
Anche nelle regioni meridionali dell'Italia la trottola diventava spesso un giocattolo "crudele", capace di sfogare l'aggressività dei bambini: chi vinceva infatti aveva il diritto di sfregiare o addirittura frantumare la trottola del perdente usando proprio la punta metallica della propria.
IL FASCINO DI UN GIOCO
Se un oggetto, e più ancora un giocattolo, arriva a compiere 6000 anni, certamente rinchiude in sè l'elisir di lunga vita: il fascino della trottola sta proprio nel suo movimento continuo, regolare e sospeso nel tempo, nel suo stare immobile su un equilibrio quasi miracoloso che, per qualche attimo, compete con la forza di gravità, sfrutta a proprio favore gli attriti e sembra vincere la sfida del moto perpetuo.
Giocando alla trottola ci si sente un po' come una divinità che fa girare il cosmo o come un derviscio che arriva all'estasi perdendosi nella vertigine della sua danza o, più semplicemente, come un ballerino risucchiato dal vortice di un walzer.
PAROLE E TROTTOLE
Le acrobazie della trottola, e dei suoi parenti (paleo e girlo) hanno ispirato famosi artisti ed anonimi autori popolari di ogni tempo.
Oltre ai brani che presentiamo esistono altri testi di autori famosi che parlano della trottola: Aristotele, Platone, Ovidio, Buridano...Chiunque potrà aiutarci ad arricchire questa "antolo-gira".
Anonimo Greco (III sec. a.C.): FRAMMENTO ORFICO
Elenco di oggetti e giocattoli contenuti in una cesta rituale d'offerta dei Misteri Eleusini:
Simbolo: sopra, sotto... e ciò che ti fu dato offrire... gettarlo nel paniere... pigna, trottola, dadi... specchio.
Virgilio (70-19 a.C.): ENEIDE (VII, 378/384)
Il gioco della trottola (turbo) praticato dai bambini della Roma augustea viene osservato e descritto con cura da Virgilio.
Nell'Eneide l'immagine della trottola viene usata per descrivere il correre vorticoso di Amata, moglie del re Latino, che gira di casa in casa disperata, per suscitare la ribellione delle altre madri contro la decisione del marito, di dare in sposa la figlia Lavinia ad Enea, rovina famiglie e, per giunta, extracomunitario. (Traduzione di Rosa C. Onesti - Einaudi Editore)
Come sotto l'obliqua frustata vola una trottola,
che i bambini in gran giro, intorno al vuoto cortile,
intenti al gioco affaticano; quella, guidata dal laccio,
corre in tondo, china sopra stupisce l'ignara
schiera infantile, guardando il bosso volubile;
forza dàn le percosse: non meno rapida a correre
ella s'aggira fra i borghi di popoli fieri.
Dante (1265-1321): PARADISO (XVIII, 27-42)
Arrivato al quinto cielo del Paradiso, Cacciaguida mostra a Dante le anime di difensori della fede che si muovono volando e danzando per la felicità raggiunta: una di queste viene paragonata alla trottola.
El cominciò: ?In questa quinta soglia
de l'albero che vive de la cima
e frutta sempre e mai non perde foglia,
spiriti son beati, che giù prima
che venissero al ciel, fuor di gran voce,
sì ch'ogne musa ne sarebbe opima.
Però mira ne' corni de la croce:
quello ch'io nomerò, lì farà l'atto
che fa in nube il suo foco veloce?.
Io vidi per la croce un lume tratto
dal nomar Iosuè, com'el si feo;
né mi fu noto il dir prima che 'l fatto.
E al nome de l'alto Macabeo
vidi moversi un altro roteando,
e letizia era ferza del paleo.
Luigi Pulci (1432-1484): MORGANTE (III, 57-64)
Curioso questo duello verbale tra eroi nemici per la diversa fede. Entrambi si sfidano usando due immagini tratte dal mondo dei giochi: gli scacchi e la trottola.
Disse Brunoro: - Noi faremo un patto:
che s'io ti vinco, io vò questo destriere,
ch'al primo so ti darò scaccomatto
colla pedona in mezzo lo scacchiere.
Disse Rinaldo: - Come vuoi sia fatto:
se tu m'abbatti, questo è ben dovere;
ed anco a scacchi ti potria dir reo,
ch'io fo i tuò par ballar come il paleo.
Torquato Tasso (1544-1595): GERUSALEMME LIBERATA (XI, 33-40)
Durante l'assedio alle mura di Gerusalemme, in un furioso corpo a corpo, si scontrano i due principi avversari: Solimano e Goffredo. Per un attimo il primo sembra avere la meglio con un colpo che fa ruotare il nemico cristiano come una trottola. Poi, però, il normanno si riprende e parte all'attacco.
Quasi in quel punto Soliman percote
con una scelce il cavalier normando;
e questi al colpo si contorce e scote
e cade in giù come paleo rotando.
Or più Goffredo sostener non pote
l'ira di tante offese, e impugna il brando,
e sovra la confusa alta ruina
ascende, e move ormai guerra vicina.
Anonimo Inglese (XIX Secolo): FILASTROCCA
Trottola sali, trottola scendi,
la trottola che resiste al giro del villaggio
Luigi Capuana (1839-1915) TROTTOLINA
Edizioni Raffaello Editrice
C'era una volta un tornitore che costruiva trottole.
Un giorno arrivò un principe che gli chiese una trottola. Il tornitore disse che avrebbe costruito per lui una trottola che quando girava parlava.
Il tornitore portò la trottola al principe che quando si accorse che facendola girare non parlava, si arrabbiò. Il Re ordinò al tornitore di costruirne una che parlava.
Il tornitore spaventato andò a chiedere aiuto al mago. Il mago gli diede una bambola che parlava da attaccare alla trottola. Il tornitore ritornò al castello e quando il principe vide la trottola, saltò di gioia: la trottola girava e la bambola parlava!
Il principe giocava tutti i giorni con la sua trottola e aveva chiamato la bambola Trottolina.
Un giorno il Re si arrabbiò perché il principe era diventato grande ed era ora che prendesse moglie. Il principe però voleva sposare Trottolina e il Re gli fece rompere la trottola. Il principe si ammalò e il Re chiamò di nuovo il tornitore e gli chiese una nuova trottola.
Il tornitore ritornò dal mago che lo aiutò ancora e costruirono una nuova trottola con una bambola che parlava.
Un giorno il principe portò Trottolina in cantina perché non si accontentava più di una bambola che parlava solo quando la trottola girava.
Il principe diventò Re quando il babbo morì. Tutte le notti il re sentiva Trottolina che lo chiamava e allora una notte scese in cantina e vide con sorpresa che Trottolina era cresciuta e sembrava una ragazza vera.
Il Re, visto che purtroppo continuava ad essere una bambola, decise di bruciarla. Trottolina però, mentre bruciava, iniziò a girare per le stanze bruciando tutto il castello.
Tutti pensarono che il re era morto, ma il mattino seguente videro con grande stupore che c'era un'altro castello con un bel giardino dove camminavano, tenendosi per mano, il Re e Trottolina.
Trottolina era diventata una ragazza vera, così il Re poté sposarla e vissero felici insieme.
Anonimo Italiano (XX Secolo): NINNA NANNA
Fai la nanna trottolino
che sei stato tanto buono
crescerai se sei piccino
fai la nanna trottolino
J. P. Sartre (1905-1980): CHE COS'E' LA LETTERATURA?
L'oggetto letterario è una strana trottola in movimento. Per farla nascere occorre un atto concreto che si chiama lettura e dura quanto la lettura può durare. Al di fuori di questo, rimangono solamente i segni neri sulla carta.
Leonardo Sinisgalli (1908-1981): IL PICCIONE
Una citazione tratta da uno dei "Racconti", ambientato in Lucania, scritto dall'ingegnere-letterato, inventore, tra l'altro del nome "Giulietta" per la famosa auto dell'Alfa.
I "Racconti" di Sinisgalli sono stati curati da Biagio Russo.
Dico Santi nostrani perché sono stati fabbricati al mio paese nella bottega di Cristoforo Diddio, il gran falegname di Montemurro che ci torniva le trottole. Trottole e Santi erano le sue specialità. Fare un bel Santo non è facile; ci vuole un ciliegio, un noce o un pero, stagionati. Anche la trottola non è facile: dev'essere equilibratissima. Come un'elica. Se un'elica non è centrata non tira, non si avvita. Così la trottola: non gira, zoppica, e si sfrulla in un attimo.
Le trottole di Cristoforo Diddio rotavano sul palmo della mano - sapete prendere col laccio una trottola da terra e portarla sul palmo della mano? - fino a tre minuti. Erano incantevoli. I suoi Santi pure erano belli.
Amedeo Minghi - Mietta (viventi): VATTENE AMORE
Vattene amore
che siamo ancora in tempo,
credi no, spensierato sei contento,
vattene amore
che pace più non avrò nè avrai, ...
... magari ti chiamerò
trottolino amoroso
"Dudu Dadada"
e il tuo nome sarà il nome di ogni città...
NELLE LINGUE E NEI DIALETTI
La trottola, nelle sue varianti, è presente in molte aree geografiche, in Italia e nel mondo. Ed ogni luogo la ribattezza con nomi diversi che spesso sembrano richiamare il rumore del suo movimento o imitano il gesto del trottolaio.
Abbiamo raccolto i nomi della trottola in alcuni dialetti regionali ed in alcune lingue di ieri e di oggi. Ringraziamo fin d'ora chi vuole segnalarci informazioni, correzioni e precisazioni sul nome di questo gioco "pre-global".
In ITALIA :TROTTOLA - PALĒO - GIRLO - BIRIBISSI
Genova:ZUARDA, ZARZUA
Rocca Vignale (SV) :Z?TURA
Entroterra Savonese:SGAV?RDA, ZI?RDULA, ZIZUA
Veneto:PĺSARO, MòSCOLO
Romagna:P?RLA, M?SCA
Toscana:FRULLINO
Napoli:STR?MBOLO
Pomigliano d'Arco (NA):STR?MMELO
Massa Lubrense (NA):STR?MMOLO
Calabria:STR?MMULU
Bari:PRUEZL
Salento:TRUDDU
Calabria:PIROCI - PILORGIO - TUPPETTURA - PAPPARDOZZA
Gela (CL) :GHIUMMINO
Toscana :FRULLINO
Sardegna :BADDARICU - PIPPIRIPONI
Cagliari:BARALICA
Pula (CA) :BARRALLICCU
Lanusei (NU):BARALICCU
Nel MONDO
Francia:TOUPIE - SABOT
Inghilterra:SNIPPIN-Y-TOP
Catalogna:BALDUFA
Spagna:PEONZA
Germania :KREISEL
Ebraico:SEVIVON
Yiddish:DRIDEL
Latino:TURBO
Bosnia:SVR(I)K
I TROTTOLAI
Ci sono in Italia persone che continuano la tradizione delle trottole: le costruiscono, le vendono, le fanno conoscere insegnando l'arte di questo gioco ai bambini di oggi.
Nell'Alta Val Bormida, in provincia di Savona, esiste il Gruppo Folkloristico dei Trottolai di Rocca Vignale: si tratta di una ventina di signori e signore, per lo più pensionati, dediti a questo passatempo.
Sono stati chiamati già quattro volte in TV e sono entrati nel libro dei Guiness nel 1996 con una trottola gigante di 265 kg. interamente ricavata da un unico pezzo di pioppo: era alta centimetri 158 e larga 98; lanciata da una corda di canapa di 3 centimetri di diametro e lunga 20 metri, grazie ad un perno di sostegno ha roteato per 26 minuti.
Normalmente, però, producono e giocano con trottole più piccole che tutti possono imparare a far girare. Alla Fiera di San Nicola 2001 saranno presenti con la Festa delle Trottole, domenica 9 settembre dalle ore 16 in Piazza della Libertà.
Sulle colline del Casentino, invece, vive e opera un Maestro tornitore del legno: è Moreno Bartolini che, con un tornio secolare, costruisce fantastiche trottole di ogni forma e dimensione, portandole poi nelle Feste e nelle Fiere di tutt'Italia.
APPUNTI DI FISICA
Il moto della trottola è stato ed è oggetto di studio di importanti fisici e matematici, in relazione ai problemi della statica e della dinamica.
Detto in soldoni, i problemi posti dalla trottola sono questi: la trottola, quando gira, è stabile o instabile? Su cosa si fonda il suo equilibrio? Perché sembra "dormiente", cioè immobile, pur muovendosi? Perché il suo moto sembra durare più del normale? Quando e perché la trottola, alla fine, cade?
Su queste domande studiosi di ogni tempo, anche filosofi, hanno elaborato ragionamenti, calcoli e teoremi, difficilmente riassumibili per i non addetti ai lavori (come noi).
Proviamo ugualmente a dare due risposte semplici che possono apparire banali.
- Primo: è proprio il movimento vorticoso che permette alla trottola di restare a lungo in equilibrio. Si può fare un paragone con la bicicletta: più pedaliamo e, quindi, più veloci girano le ruote e meglio restiamo in equilibrio.
- Secondo: la trottola smette di girare a causa degli attriti e cade per colpa della forza di gravità. Per assurdo: se non ci fossero l'aria e la terra, il suo moto sarebbe "perpetuo".
C'è, però, una parziale, apparente eccezione al problema degli attriti.
E' la trottola cinese o antitrottola: quella piccola, quasi sferica e dotata di un picciòlo per il lancio.
Questa trottolina un po' cicciotta in realtà è la più capace a sfruttare gli attriti. Grazie a questi, infatti, girando sposta il suo baricentro fino a ribaltarsi, continuando a ruotare a testa in giù. Alla fine, però, anche lei cade.
Niente di male: a questo punto la fisica lascia spazio al gioco per un altro lancio. Se esistesse il moto perpetuo, forse, non ci divertiremmo più...
INFORMAZIONI SULLA TROTTOLA
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